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giovedì 11 ottobre 2012

Non solo prove e palcoscenico: Antonio Salvoni al Premio Penisola Sorrentina

Anche quest'anno la MediaMusical ha l'onore di avere al Premio Penisola Sorrentina un rappresentante che è anche uno storico componente ed un pilastro dell'associazione: Antonio Salvoni aprirà infatti la serata spettacolo del 27 Ottobre al Teatro delle Rose di Piano di Sorrento.

Presente anche l'anno scorso alla manifestazione insieme a Liborio Preite, in quella occasione i due attori presentarono la produzione MediaMusical "Briganti!" (di cui abbiamo in preceneza trattato in più post). Adesso attendiamo di vedere il Salvoni all'opera, per scoprire cosa ci ha riservato quest'anno...
Interverranno insieme a lui l'attrice e membro MM Angela Gelardi, interprete di un monologo che, viste le prove attorialidate in precedenza, ci lascerà tutti con la pelle d'oca, e l'attrice Susy Mennella, parte attiva nella consegna dei premi e nella lettura delle motivazioni.

Nel frattempo MediaMusical ed il Teatro Sant'Anna si uniscono per un gigantesco in bocca al lupo!


QUI il link al sito del Premio Penisola Sorrentina, ed uno stralcio tratto dallo stesso, che ci spiega cos'è il premio e com'è concepita la manifestazione:

"Il Premio è una serata spettacolo concepita come format per la tv in cui avviene la consegna di riconoscimenti all’italianità, con la partecipazione di personaggi di spicco nel campo della cultura, dello spettacolo, della comunicazione.Il premio diventa un grande racconto di questi anni, un confronto tra l’Italia di ieri e quella di oggi; tra l’Italia “bambina” e quella Europea. L’Italia intesa come nazione ma anche l’Italiadelle province; l’Italia che ognuno ha nel cuore; l’Italia dei microcosmi, della memoria. L’Italia dei luoghi della cultura: il cinema, il giornalismo, la poesia, il mondo femminile, il mezzogiorno."

lunedì 28 maggio 2012

Venimus, vidimus...e, perchè no, vicimus!

"Briganti": 
Primo Classificato e Miglior Musical alla Rassegna Teatro Amatoriale del Teatro Augusteo.
               

Buona la prima, si potrebbe dire.

La  Rassegna "Teatro Amatoriale" del Teatro Augusteo di Napoli ha raggiunto ormai la terza edizione, ma per MediaMusical quest'anno era la prima partecipazione.
Una rassegna importante, dal respiro nazionale, e dai livelli qualitativi davvero ragguardevoli.
Le 15 compagnie partecipanti sono già il risultato di una selezione scrupolosa, e sarebbe già questo motivo di vanto ed orgoglio per tutti.

"Briganti" partecipava cosciente di essere un buon spettacolo, dotato delle armi giuste per competere con artisti che, seppure amatoriali, raggiungono livelli professionistici con molta naturalezza: uno per tutti, la compagnia La Cantina delle Arti diretta da Enzo D'Arco, e dal cui lavoro precedente ("Pulcinella a colori") la sottoscritta è rimasta affascinata.

Non si parte mai per un viaggio se non si è convinti di poter raggiungere la meta, e un po' tutti noi Briganti abbiamo lanciato l'occhio (ed il cuore, come si dice) al primo premio.

Per un anno intero abbiamo creduto nel testo, in Pasquale Cirillo che ci ha regalato dei nuovi personaggi nella sua rielaborazione, abbiamo creduto nel nostro regista Liborio Preite...

Ed alla fine, tutta questa fiducia, ci ha portati a vincere il premio come Miglior Musical della rassegna ed il Primo Premio in palio: la possibilità di offrire lo spettacolo al pubblico degli abbonati del Teatro Augusteo in autunno.

Chi si loda s'imbroda, dicono, quindi riporterò semplicemente le menzioni speciali che abbiamo ottenuto, e che potete leggere per intero sul sito del Teatro Augusteo cliccando qui:


"La compagnia Mediamusical ha ottenuto per "Briganti" le seguenti Menzioni Speciali:

  •  Menzione speciale a Liborio Preite,  attore protagonista nel ruolo di Don Luigi
  • Menzione speciale a Maria Accardo nel ruolo di Maria Avigliano
  • Menzione speciale a Antonio Salvoni nel ruolo del sindaco Don Vincenzo
  •  Menzione speciale a tutti gli attori: ognuno ha interpretato magnificamente il suo grande o piccolo ruolo
  • Menzione speciale ai cantanti Angelo Scarpati, Carmela Esposito, Decio Delle Chiaie,  Rita Di Somma."

Panta rhei os potamòs dice il filosofo, e l'inerzia non fa parte della nostra Compagnia: se  l'uomo non può mai fare la stessa esperienza per due volte, "giacché ogni ente, nella sua realtà apparente, è sottoposto alla legge inesorabile del tempo", non ci resta che iniziare a prepararci per la prossima esperienza, certi del fatto che chi ce vo' bbene ce vene appriesso!


Carmela Esposito.



Quasi tutti i Briganti presenti alla premiazione.

giovedì 19 aprile 2012

I "Briganti" si preparano per la Rassegna dell'Augusteo di Napoli









Teatro Politeama di Napoli 13/05 
Teatro Corallo di Torre del Greco 16/05


AVVISO: GLI INVITI PER LA SERATA DEL 13/05 AL POLITEAMA DI NAPOLI SONO IN ESAURIMENTO. CHIUNQUE FOSSE INTERESSATO AD INFORMAZIONI O A PRENOTARE GLI ULTIMI INVITI DISPONIBILI PUò CONTATTARE ANTONIO SALVONI (antoniosalvoni66@alice.it) ANCHE AL 3396669494.






 Per la terza stagione teatrale consecutiva riprende la Rassegna  del Teatro Amatoriale del Teatro Augusteo di Napoli. 


Idea di Francesco Caccavale, patron dell' Augusteo, la rassegna è un festival di teatro amatoriale curato con i criteri di quello professionale. Una scrematura iniziale ha portato alla selezione degli amatori che avranno a disposizione strutture, pubblicità e soprattutto spettatori dell' Augusteo.


Negli anni precedenti altre compagnie di Torre del Greco ci hanno preceduti: la compagnia Teatro Club e la compagnia Teatro dell'Arte, partecipanti alla seconda edizione e selezionate per l'assegnazione di menzioni speciali.


E quest'anno, per l'edizione 2011/2012, la compagnia MediaMusical è tra i partecipanti con lo spettacolo "Briganti".

Come si legge nel regolamento tratto dal sito del Teatro Augusteo, le compagnie partecipanti " proporranno il loro lavoro[...] ai membri di un giuria qualificata che valuterà se il team dovrà accontentarsi di continuare a “divertirsi a far teatro” o, al contrario, merita un riconoscimento ufficiale e una qualche seria possibilità di passare al professionismo. "



Passare le selezioni e rientrare tra i 15 partecipanti è già una grande opportunità ed un onore, se vogliamo tener conto del respiro nazionale della Rassegna e, soprattutto, se teniamo conto dei partecipanti e vincitori degli anni passati. (ed.2010 e  2010/2011)

Per non parlare della qualità professionale della giuria; ricordiamo solo alcuni nomi dei giurati degli anni passati: 
Bruno Garofalo (regista e scenografo), Albachiara Ammendola (imprenditrice di teatro),  Magda De Notariis (editore), Antonello de Rosa (attore), Orlando Forioso (regista),  Giovanni Mauriello (attore e cantante), Maria Grazia Nicotra (costumista e scenografa), Saverio Schettino (coreografo), Antonio Sinagra (musicista).



La serata assegnata alla compagnia è il 13 maggio presso il Teatro Politeama di Napoli, e precede di soli tre giorni la serata che, in collaborazione con l'Associazione "L'Emmanuele Onlus" si terrà il 16 maggio presso il Teatro Corallo di Torre del Greco.

Per informazioni e prenotazioni per entrambe le serate è possibile contattare il presidente di MediaMusical , il sig. Ciro Preite, presso la LuceArredo:

 via Nazionale 110 - Torre del Greco. 

tel. fisso 081-3625436, mail: lucearredo@libero.it.









domenica 26 febbraio 2012

I Briganti "assediano" Sorrento

Teatro Tasso      - Sorrento -     25 Marzo 2012 



Sembrava che si fossero fermati.
Sembrava si fossero arresi.
Invece i "Briganti" di MediaMusical torneranno presto.

Dopo una pausa tutt'altro che improduttiva, che ha visto i membri della compagnia impegnati in altri lavori dell'Associazione MediaMusical presso il Teatro Sant'Anna, e dopo alcuni incontri tenutisi a Sorrento per il "Premio Penisola Sorrentina",  ed a Torre del Greco con lo scrittore Lorenzo Del Boca, il Sindaco di Casalduni ed altre personalità di spicco,  i Briganti guidati da Liborio Preite, Maria Accardo e Giovanni Volpe impugnano di nuovo forconi e fucili e si preparano ad attraccare al Teatro Tasso di Sorrento.

Ma prima di attraversare i Lattari, la compagnia vi invita ad un incontro presso il Palazzo baronale di Torre del Greco il giorno 22 Marzo verso le ore 10:00, in occasione delle celebrazioni della bandiera Italiana, e su cui vi daremo maggiori ragguagli ed informazioni a breve.

Nel frattempo, amici della Costiera, segnate in agenda l'appuntamento per il 25 Marzo al teatro Tasso di Sorrento: saremo felici di poter essere ospiti in casa vostra.






giovedì 10 novembre 2011

Anche questo week end "simme tutte Briganti"...!

Teatro San Luigi Orione 12/13 novembre


I Briganti hanno vinto.
A teatro.
La prima e la seconda serata dello scorso week end sono state un successo.

Abbiamo affrontato un tema serio e, mai come questa volta, reale, ed il pubblico è stato recettivo ed intelligente come al solito.

Speriamo di essere stati lo spunto per una seria riflessione su quello che siamo stati e quello che saremo, e di piacervi ancora di più nel prossimo week end, in attesa di nuove date di cui vi aggiorneremo.



Nel frattempo vi consigliamo di visitare il sito "Briganti Fan Club" e la pagina FB "Briganti", per i quali ringraziamo Lorenzo Ceparano ed Arnaldo Portacelli, sostenitori ed amici dello spettacolo e della compagnia. Lì potrete dirci che ne pensate dello spettacolo, se lo avete visto, chi è stato il vostro preferito, e se non lo avete ancora visto troverete materiale utile, foto e recensioni per decidere di venirci a trovare a teatro o meno.

Vi lasciamo con uno stralcio dalle note di regia, tratte dal libretto di sala, scritte dalla nostra Angela Gelardi.
Vi aspettiamo a teatro!

"28 Settembre 1861: un gruppo di popolani, gente lavoratrice, dalla fede semplice, si appresta a vivere il "giorno di San Michele", a festeggiare l'indomani il loro Santo protettore, l'Arcangelo forte, il Guerriero di Dio in perenne lotta contro il male che opera nel mondo.
E' la sera della vigilia, c'è fermento, attesa per la processione del giorno successivo, quando qualcosa viene a sconvolgere il clima chiassoso di festa: al parroco del paese, Don Luigi, si avvicina trafelata Maria Avigliano. La donna disperata lo supplica di nascondere in chiesa il figlio Salvatore, che sta sfuggendo ai bersaglieri piemontesi, i quali hanno però già catturato il fratello Carmine.
Nel frattempo arriva anche Don Vincenzo, il sindaco liberale del paese, uomo vile ed abietto, che non ha esitato a chiedere l'intervento dei bersaglieri per togliere di mezzo "i cafoni", cioè coloro che, secondo lui, hanno avuto l'ardire di occupare le sue terre (quando queste spettavano loro di diritto) e con la ignobile giustificazione che si tratta di "briganti". [...] 
Sullo sfondo il massacro storico di Casalduni e Pontelandolfo del 14 agosto 1861, uno degli innumerevoli eccidi a danno dei meridionali che reclamavano la propria terra e che hanno sporcato di sangue e vergogna la tanto aspirata Unità d'Italia. Di Pontelandolfo e Casalduni non rimanga pietra su pietra" ordinava cialdino al Colonnello Negli prima del massacro. "Ieri mattina all'alba giustizia fu fatta contro Pontelandolfo e Casalduni. Essi bruciano ancora. telegrafava il Colonnello Negri a Cialdini , al termine del massacro.
Basti questo per non dimenticare, basti il rogo di quelle case e le centinaia di morti causate in questi piccolipaesi del beneventano per inorridire di fronte alle medaglie d'oro consegnate ai fautori di questo e di alrti riprovevoli stermini a danno di civili innocenti, per i quali stermini non può e non deve esistere giustificazione alcuna.
Orgogliosi di essere Italiani si, ma non a discapito della verità storica della strage di circa un milione di persone del Sud ad opera del piemonte durante il processo di Unificazione della nostra Nazione; una verità per troppo tempo nascosta o "ammorbidita", a volte giustificata. La stria non è solo quella fatta e raccontata dai vincitori, ma anche quella che ha preso forma sulla pelle dei vinti...".


Angela Gelardi.

mercoledì 19 ottobre 2011

Briganti...o forse no?

Teatro San Luigi Orione - 5/6 12/13 Novembre 2011


"brigante:
[bri-gàn-te]
s.m. (pl. m. -ti; f. → brigantessa, pl. -se)
1 Malvivente armato, generalm. membro di una banda, che usa violenza contro la persona o la proprietà: il Passatore fu un celebre b."



La definizione è stata presa per intero dal dizionario Italiano Hoepli, e non lascia spazio a dubbi o interpretazioni: i briganti sono dei malviventi, punto.

Mettiamola cosi:
voi siete un dipendente qualunque, avete la vostra scrivania, la vostra pausa caffè, ma non il posto auto; avete il vostro mutuo, qualche bolletta nel cassetto, dei figli da mandare a scuola, o forse da aiutare perché hanno appena messo su casa...fin qui, vita normale, di una persona normale.

Mettete che, domattina, un paese vicino al vostro decida che voglia migliorare la vostra condizione, voglia aiutarvi. "Benissimo", pensate voi.
Ma mettete anche che per "aiutarvi" vi mandino l'esercito al paese, vi diano il coprifuoco, vi mandino in galera mogli e figli se solo voi parlate male dei "salvatori" al bar con gli amici.
Mettete di perdere il diritto di parola ( ma perderlo davvero, non barzellettando sull'argomento come si fa spesso), di rischiare la fucilazione se solo uscite a comprare il latte, di vedere i vostri figli uccisi a fucilate sotto i vostri occhi perché il vostro vicino di casa ha fatto "la spiata" ed ha detto che sono briganti. Così, perché gli siete antipatico.

I vostri figli sono diventati briganti. Cioè malfattori. Magari solo perché non hanno salutato l'antipatico dell'appartamento di fronte, o gli hanno dato fastidio con lo stereo di pomeriggio.

Magari il paragone è esasperato.

Ma 150 anni fa eri tacciato di brigantaggio anche se solo sparlavi dei liberali del paese.
Eri un brigante anche se solo avevi un coltello da caccia in casa.
Eri un brigante anche se eri solamente antipatico alle persone sbagliate.

Certamente Giordano, Angelo Pica, Pace, Ciccone, se anche avessero voluto far sentire le loro ragioni avrebbero potuto scegliere vie meno violente ( nessuno dice che uccidere venti soldati sia cosa buona e giusta, anzi, i poveri soldati non c'entrano quasi mai nulla con le decisioni prese..).

Ma anche chi è entrato nelle nostre case con le baionette ai fucili, appiccando roghi, saccheggiando e distribuendo calci, pugni e fucilazioni non hanno di certo utilizzato metodi migliori.

E ricordiamo che la Legge Pica è stata emanata circa cinque anni dopo l'Unità, quindi è stata una misura presa dagli Italiani contro altri Italiani...come se domani Bossi vi mandasse l'esercito con fucili e bazooka sotto casa...

Non siamo contro nessuno, né rinneghiamo la nostra Patria.  Semplicemente, ci piace essere precisi, e dire le cose come van dette. 

MediaMusical vi aspetta al Teatro San Luigi Orione  di Ercolano nei giorni 5/6 12/13 Novembre per parlarvi di cose che forse non tutti sanno. E per poter iniziare ad essere insieme sì più Italiani, ma soprattutto più orgogliosi di essere Napoletani.


“Per liquidare i popoli si comincia con il privarli della memoria. Si distruggono i loro libri, la loro cultura, la loro storia. E qualcun altro scrive loro altri libri, li fornisce di un’altra cultura, inventa per loro un’altra storia. Dopo di che il popolo incomincia lentamente a dimenticare quello che è stato. E il mondo attorno a lui lo dimentica ancora più in fretta”  Milan Kundera

sabato 19 giugno 2010

La Compagnia sbanca il Premio FITA "Campania Felix"


SCISCIABO L’Assessorato alla Cultura, la FITA (Federazione Italiana Teatro Amatori) Campania e l’Ente Teatro Autonomo di Scisciano hanno promosso la sesta edizione del Premio “Campania Felix; l’evento si è svolto ieri sera venerdì 18 giugno 2010 alle ore 20.00, presso il Teatro Comunale di Scisciano (NA).

Scopo del premio è rendere più attiva l’aggregazione delle compagnie amatoriali
regionali e costruire un circolo dinamico per lo scambio delle attività e delle esperienze, oltre che della cultura e delle tradizioni campane.

Alla serata di premiazione tenutasi appunto ieri sera, la Compagnia MediaMusical si è aggiudicata tre dei sei premi in palio, con lo spettacolo "Liolà".
I premi vinti da "Liolà" sono:

  • Miglior attore protagonista: Liborio Preite;
  • Miglior regia: Liborio Preite;
  • Miglior spettacolo e compagnia per la regione Campania: "Liolà" per la compagnia MediaMusical.

Vi riportiamo i commenti alla messa in scena di "Liolà" del 29/12/2009 :

"Originale e ben rappresentata la trasposizione in dialetto napoletano della famosa opera di Pirandello. Per niente noiosa ma anzi, in grado di tenere sempre viva l'attenzione dello spettatore con un sapiente utilizzo delle luci e musiche davvero coinvolgenti. Complimenti a Pasquale Cirillo e alla compagnia "Media Musical" di Torre del Greco per l'ottimo lavoro."

E. A. M.



"Lo spettacolo di ieri sera è stato di qualità e gradevole. E' il genere che a me piace molto forse perché non sono capace a farlo. Complimenti alla compagnia e naturalmente agli organizzatori. "

A. S.




Grazie a tutto il cast di "Liolà" per il lavoro, per l'impegno e per il tempo dedicato al progetto.
Grazie ai membri della compagnia tecnica.
Grazie a chi ha creduto fin dall'inizio nella compagnia, a chi ci crede ancora, e anche a chi ha cambiato idea.

E soprattutto grazie a Voi, pubblico, che siete stati presenti in sala...il premio più bello lo riceviamo da Voi ogni volta che ci rinnovate il vostro affetto.


La Compagnia MediaMusical.

martedì 30 marzo 2010

"Notte di Luna Calante": una favola per MediaMusical.

E anche se è una favola, di certo non si tratta di uno scherzo da bambini.
Si parla del Pentaerone, di Giambattista Basile, entrata a pieno titolo nella letteratura nazionale grazie a Benedetto Croce nel 1925.
La favola in questione è "La vecchia scorticata", divenuta "Notte di luna calante", dalla luna galeotta che scandisce il tempo degli incontri amorosi tra la janara Carmela - Anna Criscuolo- ed il Re Pasqualotto di Sfessania - Pasquale Cirillo- .

Carmela, ormai vecchia ed imbruttita, vive la sua vita con la sorella Concetta - Maria Accardo. Entrambe sole, mai avvicinate dall'amore, si trovano ad intrecciare un imbroglio sentimentale con il Re non cercato ma caduto all'improvviso nelle loro vite e nel loro tugurio.

L'imbroglio va avanti fino alla famosa notte di luna calante, quando il Re, scoperta la bruttezza della sua amata, la getta dalla torre, dando inizio al momento "magico" della storia: Carmela è salvata da un gruppo di fate un po' anomale (Gianni Ilardi, Andrea Di Ronza, Crescenzo D'Amato, Nunzio Abruzzese, Nicola Cannolicchio), che la trasformano in una giovane ed avvenente principessa - MariaRosaria Pugliese.
Il Re si innamora, i due di sposano, ma la peggiore sorte tocca proprio a Concetta, che con quell'imbroglio non voleva averci a che fare...


Intorno ai tre personaggi principali, ruota una vita paesana colorata e variopinta, tra medici mancati - Antonio Salvoni, osti un po' gigioni - Decio Delle Chiaie, capere affascinati e peperine - Titti Mauro... il tutto legato dai momenti musicali de "I Bazzarioti", capaci di trasportare il pubblico da atmosfere sognanti e romantiche a sfrenate pizziche per la festa di paese.

Vi lasciamo con qualche nota di regia, del regista nonché sceneggiatore della favola Pino Brancaccio:

"Quando Benedetto croce incontra l'opera di Basile non ha esitazione a definirla : il più antico, il più ricco ed il più artistico fra tutti i libri di fiabe popolari, spingendosi ad affermare che il Pentamerone sia il più bel libro italiano barocco. [...]
Nell'adattamento teatrale de La vecchia scorticata, decima favola della prima giornata, si è ritenuto opportuno assorbire tutti i suggerimenti e gli stimoli pervenuti da quest'opera tanto poco nota, ma notevole affresco di una realtà seicentesca, dove trovano respiro personaggi popolareschi che vivono pienamente la loro parlata napoletana, sapida di immagini succulente, di precettistica popolare, di doppi sensi burleschi e di contundenti invettive. [...]

Il titolo stesso Notte di luna calante, dato dall'adattamento teatrale della favola, nasce da quel bisogno prorompente e bizzarro del Basile di metaforeggiare intorno all'alternarsi, nella vita degli uomini, del giorno e della notte, del Sole e della Luna... [...]
Ed esse stesse, le due vecchie protagoniste della fiaba, sono due esseri notturni, perchè tanto brutte da farsi vedere poco, e solo al calar del sole, e soltanto quando la luna tende a smorzare il suo splendore. La stessa luna è anche complice di innamoramenti e non si sottrae al ruolo di eterna ruffiana. E quando, per sottolineare momenti importanti, alla prosa si alternano il ballo ed il canto, la favola divenuta prosa si trasforma in commedia musicale.

Chi ama trovare alla fine della storia la consueta morale non è deluso, perché oltre al verso del Sannazzaro dettato dal Basile alla fine della favola (L'invidia, figliuol mio, se stessa macera), può individuarne una più attuale : Vivi la vita sempre con coraggio, senza paura."


Pino Brancaccio





domenica 8 novembre 2009

Liolà : ieri la prima al Teatro S.Luigi Orione

Sebbene il blog sia rimasto inattivo per un bel po' di tempo ( per problemi puramente tecnici in parte risolti), la compagnia non è certo stata a girarsi i pollici!
E lo ha dimostrato ieri sera, esplodendo di colore, musica e stavolta anche con i profumi della terra: tra il verde e l'ocra degli ulivi, la compagnia MediaMusical ieri ha presentato "Liolà", testo originale di Pirandello e trasposizione in napoletano di Pasquale Cirillo, con la regia di Liborio Preite.


La vicenda di Liolà è ispirata ad un episodio del capitolo IV del romanzo di Pirandello "Il fu Mattia Pascal", scritta e rappresentata per la prima volta nel 1916 al Teatro Argentina di Roma. 
Nonostante si fosse in guerra, la prigionia di suo figlio, l’aggravarsi della malattia mentale della moglie, l’autore concepisce un’opera molto giocosa ed allegra; e lo stesso Pirandello in una lettera al figlio prigioniero, si compiaceva del suo lavoro: "L'ho scritta in 15 giorni, quest'estate, è stata la mia villeggiatura. È così gioconda, che non pare opera mia".

L'opera ha per protagonista Neli Schillaci, detto LiolàNel mondo rurale, piccolo nel suo egoismo e ipocrisia, grandeggia ed agisce da elemento sovvertitore la sua figura panica : un semplice bracciante che, senza alcun interesse per il benessere materiale, vive senza remore, sconvolgendo allegramente e senza neppure accorgersene, le regole grette e meschine della morigerata società in cui vive.


La società contadina in cui si ritrova questo giovane dalle mille risorse e dal fascino indiscusso, -interpretato come meglio non si poteva fare, da Liborio Preite- , richiama, per certi versi le tematiche verghiane, quelle caratterizzate dalla brama di possesso per le ricchezze materiali, per la terra, per la roba.
E proprio la roba spinge il vecchio Zi' 'Ntonio - Antonio Salvoni - a risposarsi con Rita -Angela Gelardi -, per avere un erede cui lasciare tutti i suoi averi...ma il figlio non arriva...
Così Lucia - la nostra Maria Pacilio-, figlia di Zia Croce - Maria Accardo- , scopertasi incinta di Liolà, suggerisce a suo zio, lo Zi' 'Ntonio, di attribuirsi la paternità del figlio che ha in grembo, mettendo così a tacere le male lingue che lo vogliono ormai vecchio e sterile.


In questo modo Lucia pensa di assicurarsi l’avvenire e di vendicarsi non solo di Liolà, ma anche di Rita che ha sposato il vecchio benestante, creandosi una posizione alla quale lei stessa aspirava.
Il piano è ben congegnato, la povera Rita è malmenata e cacciata di casa dal marito.

E qui il nostro trasgressore delle regole, il seduttore, il Pan sconvolgitore si rivela in realtà l’unico veramente buono e generoso: Liolà la salva mettendola incinta, e riaprendo per pochi minuti una parentesi sul loro dolce e nostalgico amore.

Così Zi' 'Ntonio riprende in casa Rita, preferendo questa paternità, che crede fortemente sua, a quella illegale procuratagli da Lucia.

In questa vicenda si alternano e mescolano cattiveria e pietas, avarizia e generosità, allegria e calcolo... è Pirandello in fondo...e per la densità dei contenuti dovrebbe risultare ostico e tediante...eppure Liolà è leggero, quasi vola.

La fertilità, il mito della Terra, e dei campi, la felicità sono strascichi di un mondo pagano che sembrano essere ironizzati e quasi derisi fino ad un finale che non ce la fa ad essere tragedia, ma che la sfiora.
In un testo permeato da una serie di balli campestri, passioni, Marie e vendemmie; in un microcosmo femminile, un gineceo all’interno di un mondo culturale e di una società (quella agricola) che sta per dissolversi ma lasciando l'eredità dell' interesse, dell' egoismo e della grettitudine, la figura di Liolà risolve, alleggerisce, sbroglia ed imbroglia matasse millenarie, si inserisce come unico Uomo in un Matriarcato che misura in base a quanto produci.


Si misurano così nel primo atto la vigna e le mandorle, e (suo malgrado) si 
misura così anche la qualità di Rita, che non producendo figli risulta buona solo per far da serva in casa del marito; questo fino a che non è Liolà a gestire la situazione, ristabilendo la situazione a favore di chi era stata danneggiata ingiustamente, e contro chi ha usato la malizia e la frode.







Prossimi appuntamenti con Liolà e MediaMusical:

Teatro S. Luigi Orione,
Domenica 8 Novembre - Sabato 14 Novembre - Domenica 15 Novembre


mercoledì 13 maggio 2009

Sognando il Varietà

La grande nave del Varietà è affondata, travolta dalla tempesta cinematografica. Eppure dall'abisso del mare in cui è sprofondata guizzano ancora [...] ricordi di un genere che per decenni con varie coloriture divertì l'Italia fino alla sua caduta ed alla ( sua stessa) fine." Salvatore Frasca







E' qui che ha inizio il nostro spettacolo: nell'attimo successivo allo smantellamento di un genere, in cui ci si ferma guardandosi indietro e rendendosi conto che nel proseguire abbiamo perso qualcosa...inizia come un sogno, in cui guizzi di colore e di musica rianimano un vecchio teatrino di Varietà, forse pronto ad ospitare un magazzino, forse un minimarket. E queste presenze leggere abitanti di uno spazio altrimenti anonimo, con un soffio di polvere luccicante, rianimano lustrini e paillettes, cantanti e soubrette, maschere della commedia dell'arte dimenticate e vestiti vaporosi...

Trainati una coppia di presentatori affiatati e “particolarissimi”, si succedono sul teatro nel teatro cantanti che non cantano, maghi improvvisati, attori un po' guitti e soubrette fuori dagli schemi, dando vita ad un vortice nostalgico di risate e poesia, immagini antiche ma mai dimenticate, il tutto avvolto da un'aria che rende le immagini un po' sfocate, ma sempre più colorate, sempre più frenetiche e vive.
Vive fino alla fine del sogno, quando basta accendere la luce e mettere a fuoco, per accorgersi che di tutto quello che abbiamo visto, sentito e creduto vero, non rimane nulla, se non l'eco nostalgico di un Pulcinella che non si arrende, come il sapore dello zucchero nel caffè, che non si vede più ma si sente......


Li rispolveriamo noi, quindi, le loro sciasse ed i loro gilet.
Riprendiamo i loro piripisse e le loro piume d'oca.
Ci infiliamo i nostri bustier, ci incipriamo bene il viso, e siamo in scena.
Stavolta preferiamo ridere.
E ridere dei nostri difetti, di un presente che è peggio del passato, non vuol dire che la prendiamo meno seriamente.
Come abbiamo già detto: "Chi chiagne fotte 'a chi ride", e chi fa il piccio, a Napoli, è di malaugurio...
Carmela Esposito

domenica 19 aprile 2009

Fervono prove e preparativi...

Maggio sembrava così lontano, ed invece...!
Tra meno di un mese si va in scena, e questo Varietà è più impegnativo di quello che volevamo credere: prove di lettura, di vestiti ampi e soffici come merighe colorate, prove per le canzoni e da stamattina anche delle coreografie "corali".

Muovere contemporaneamente circa trenta persone sullo stesso palco non è affatto facile, ve lo garantiamo... Meno male che abbiamo Armando Gargiulo dalla nostra parte per le coreografie, è già un vantaggio!

Fortunatamente non ci manca lo spirito, e nemmeno la volontà, anche se la primavera fa brutti scherzi, ultimamente: "Aprile dolce dormire" recita un antico detto, e la stanchezza si fa spesso sentire...


Intanto continuano alacremente i lavori delle costumiste per tingere i nostri vestiti, e riportarli a colori più vivaci; ed altrettanto laboriosi, gli scenografi sono alla ricerca di manifesti, e di un buon programma di vettorializzazione...ma di più, come potrete immaginare, non si può dire, c'è un "segreto professionale" da rispettare, a vantaggio di un effetto sorpresa, che speriamo di ottenere appena sarà tutto pronto!

Tra cambi di scena in rapida successione, e cambi all'ordine del copione, anche il mio nuovo ruolo di vice-assistente-regista continua, anche se Liborio ha una velocità di pensiero ed immaginazione tali, da rendere complicato lo stargli dietro certe volte..!

Mi sa che dovrò ricopiare "in bella " le note di regia prima che sia troppo tardi, e che il caos si impossessi del mi copione, come si è impossessato del laboratorio di scenografia da quando abbiamo iniziato i lavori!
 A presto, con altri aggiornamenti, immagini e ( spero) almeno qualche foto delle scenografie in via di conclusione...

Non che voglia farvi vedere lo spettacolo a pezzetti, ma un po' di aperitivo ci vuole prima di iniziare...!

Carmela Esposito





Prossimi appuntamenti con la compagnia :

"Sognando il Varietà" di Liborio Preite
dal 12 al 15 maggio, Teatro S.L.Orione, Ercolano



sabato 28 marzo 2009

Preparandoci al "Varietà" ...per non parlare di cose di cui non conosciamo il significato...

"varietà [varje'ta]

s.f.inv.
1 sf
la qualità di cose diverse tra loro o differenti solo in alcuni particolari aspetti
3 sf ogni singolo oggetto o individuo dotato di caratteristiche che lo differenzino da altri della stessa specie
5 sm
spettacolo teatrale di carattere leggero composto da numeri di vario genere
"





 Su Wikipedia, alla voce Varietà, si legge:"Il teatro di varietà, o teatro di arte varia, è un genere di spettacolo teatrale di carattere leggero nato alla fine del XIX secolo a Napoli come imitazione del Café-Chantant francese. [...] Il varietà affonda infatti le sue radici nello spettacolo popolare e nelle esecuzioni degli artisti circensi, di strada e dei cantanti. [...] scomparso dai teatri per confluire nell' avanspettacolo prima e nella rivista poi, conserva oggi nei varietà televisivi unicamente il nome."


Il Varietà ha dunque natali partenopei, essendo frutto di quella che a Napoli fu un naturale assorbimento e riadattamento della cultura Francese: Napoli è stata francese per due volte nella sua storia ( 1266/1442 e 1806/1816), e comunque per un periodo relativamente breve rispetto alla dominazione spagnola ( durata in tutto quasi quattrocento anni), ma l'influenza d'oltralpe è stata vasta e significativa.

Dilungarci in disquisizioni riguardo contaminazioni culturali e/o linguistiche sarebbe fuori contesto, e comunque necessiterebbe di un blog a parte!
Mi riferirò dunque a piccoli sprazzi e brevi esempi, tanto per non arrivare impreparata al confronto col copione di "Sognando il Varietà".

Sia da esempio, per il contesto teatrale, l'esperienza di Eduardo Scarpetta, che a partire dal 1880, ha riletto in chiave piccolo-borghese partenopea le Pochade francesi dell'epoca: ricordiamo, tra le tante,"Mademoiselle Nitouche" di Weilhac e Milland diventata " 'Na Santarella", e "La Boule" di Meilhac e Halévy diventata "'O Scarfalietto".

Le abitudini francesi sono quindi di moda nella Napoli dell'Ottocento, nel vestire, nel parlare e nella frequentazione di caffé culturali o meno, anche per gli strascichi Murattiani di inizio secolo.

La figura della Sciantosa ( da chanteuse = cantante in francese) ad esempio, nasce proprio in quel periodo, con l'affermarsi dello Spettacolo delle Varietà; solitamente si costruivano un passato ad hoc per rendere la loro presenza intrigante e maliziosa, parlavano con accenti stranieri ( francese, russo o spagnolo per lo più) per lasciar presupporre un esotismo che non apparteneva loro e millantavano storie d'amore con esponenti del jet-set (magari solo intravisti in platea).
 Tale figura resta radicata come carattere tipologico della napoletanità femminile, tanto da rientrare di diritto nello specchio di Napoli che fu il "Carosello Napoletano" di Giannini, interpretata da Sofia Loren.

 Gli spazi del Varietà erano sostanzialmente di tre tipi: i teatri di primo ordine, dove vi recitavano soltanto gli artisti di fama riconosciuta; i teatri di secondo o terzo ordine che potevano essere sale da caffè (caffè-concerto come il Gambrinus di Napoli) o teatri veri e propri ma molto popolari, ed infine tutti quei locali dove poteva essere allestito alla buona un palco.

L'ingresso era a pagamento e il successo di un artista lo decretava solo il pubblico in base al suo gradimento: come in una sorta di auditel rudimentale se l'artista veniva fischiato questo veniva "segnalato" su quella che poteva essere chiamata "fedina artistica" dell'artista con conseguente perdita di rispetto e prestigio.

Il varietà poi era molto differente a seconda della localizzazione geografica, proprio perché gli artisti attingevano molto alle proprie tradizioni, ma si strutturava per lo più in maniera simile:
lo spettacolo di Varietà raccoglieva più artisti, di varia abilità o bravura, ed i numeri presentati non avevano alcun legame tra loro, né tematico né concettuale.
Si passava dal mago indiano alla macchietta ( tra i tanti Nicola Maldacea inventore del genere, Ettore Petrolini e Nino Taranto ); dalla Sciantosa alle ballerine, più o meno attraenti e brave; dal fine dicitore al trasformista...

Mai insignito del titolo di Arte, a differenza delle altre tipologie teatrali, ebbe il suo riconoscimento quando nel 1913 Marinetti ne pubblicò il Manifesto, nel quale esaltava la novità di un tipo di teatro che rinnegava la verosimiglianza prediligendo al contrario la spettacolarità, il paradosso, l'azione e la praticità.

Per nulla tutelato dalle autorità, e vittima di ostracismo durante il periodo Fascista ( anche per il forzato ed imposto nazionalismo), il Varietà non muore, ma si modifica, si riorganizza in Rivista: soprattutto negli anni delle due guerre, il Teatro di Rivista rappresentava un modo per sognare, per distogliere il pensiero dalla crudeltà della guerra (come nel film "Polvere di stelle" con Monica Vitti ed Alberto Sordi), come quando le Soubrette si esibivano in spettacoli per le truppe inviate al fronte nella Grande Guerra ( si veda l' episodio di "Un giorno in pretura" con Silvana Pampanini).

Il Varietà-Rivista del secolo scorso è stato un ponte, un filo conduttore tra due secoli che si accavallavano e dovevano comunicare.
Il passaggio è stato brusco, poiché attraversato direttamente nel suo ventre dalle Guerre; e sebbene la ricostruzione architettonica, la questione degli alloggi, la democrazia del 1944-1948 siano di lunga pietre miliari molto più importanti, l' Italia è sempre fatta dagli italiani, e gli italiani ridevano con il Varietà prima, così come ora guardano Fiorello in televisione.

Il varietà non va visto come mero mezzo di divertimento, ma più che altro come traghetto culturale di tipologie, caratteri e caratteristiche dell'Italia a cavallo tra il Regno e la Repubblica.

Così come Eduardo faceva il verso a Ferdinando I di Borbone, Re lazzarone e dedito a condanne e tasse, ispirandosi a scritti e canzoni settecentesche scritte come arma di difesa, oggi vogliamo ridere del nostro tempo.

Rispolveriamo sciasse e gilet.
Riprendiamo piripisse e piume d'oca.
Ci infiliamo i nostri bustier, ci incipriamo bene il viso, e siamo in scena.

Preferiamo ridere. Anche per prendere tempo.
Ridere dei propri difetti, di un presente che è peggio del passato, non vuol dire prenderla meno seriamente.

"Chi chiagne fotte 'a chi ride", e chi fa il piccio, a Napoli, è di malaugurio...



Carmela Esposito

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