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lunedì 28 maggio 2012

Venimus, vidimus...e, perchè no, vicimus!

"Briganti": 
Primo Classificato e Miglior Musical alla Rassegna Teatro Amatoriale del Teatro Augusteo.
               

Buona la prima, si potrebbe dire.

La  Rassegna "Teatro Amatoriale" del Teatro Augusteo di Napoli ha raggiunto ormai la terza edizione, ma per MediaMusical quest'anno era la prima partecipazione.
Una rassegna importante, dal respiro nazionale, e dai livelli qualitativi davvero ragguardevoli.
Le 15 compagnie partecipanti sono già il risultato di una selezione scrupolosa, e sarebbe già questo motivo di vanto ed orgoglio per tutti.

"Briganti" partecipava cosciente di essere un buon spettacolo, dotato delle armi giuste per competere con artisti che, seppure amatoriali, raggiungono livelli professionistici con molta naturalezza: uno per tutti, la compagnia La Cantina delle Arti diretta da Enzo D'Arco, e dal cui lavoro precedente ("Pulcinella a colori") la sottoscritta è rimasta affascinata.

Non si parte mai per un viaggio se non si è convinti di poter raggiungere la meta, e un po' tutti noi Briganti abbiamo lanciato l'occhio (ed il cuore, come si dice) al primo premio.

Per un anno intero abbiamo creduto nel testo, in Pasquale Cirillo che ci ha regalato dei nuovi personaggi nella sua rielaborazione, abbiamo creduto nel nostro regista Liborio Preite...

Ed alla fine, tutta questa fiducia, ci ha portati a vincere il premio come Miglior Musical della rassegna ed il Primo Premio in palio: la possibilità di offrire lo spettacolo al pubblico degli abbonati del Teatro Augusteo in autunno.

Chi si loda s'imbroda, dicono, quindi riporterò semplicemente le menzioni speciali che abbiamo ottenuto, e che potete leggere per intero sul sito del Teatro Augusteo cliccando qui:


"La compagnia Mediamusical ha ottenuto per "Briganti" le seguenti Menzioni Speciali:

  •  Menzione speciale a Liborio Preite,  attore protagonista nel ruolo di Don Luigi
  • Menzione speciale a Maria Accardo nel ruolo di Maria Avigliano
  • Menzione speciale a Antonio Salvoni nel ruolo del sindaco Don Vincenzo
  •  Menzione speciale a tutti gli attori: ognuno ha interpretato magnificamente il suo grande o piccolo ruolo
  • Menzione speciale ai cantanti Angelo Scarpati, Carmela Esposito, Decio Delle Chiaie,  Rita Di Somma."

Panta rhei os potamòs dice il filosofo, e l'inerzia non fa parte della nostra Compagnia: se  l'uomo non può mai fare la stessa esperienza per due volte, "giacché ogni ente, nella sua realtà apparente, è sottoposto alla legge inesorabile del tempo", non ci resta che iniziare a prepararci per la prossima esperienza, certi del fatto che chi ce vo' bbene ce vene appriesso!


Carmela Esposito.



Quasi tutti i Briganti presenti alla premiazione.

giovedì 19 aprile 2012

I "Briganti" si preparano per la Rassegna dell'Augusteo di Napoli









Teatro Politeama di Napoli 13/05 
Teatro Corallo di Torre del Greco 16/05


AVVISO: GLI INVITI PER LA SERATA DEL 13/05 AL POLITEAMA DI NAPOLI SONO IN ESAURIMENTO. CHIUNQUE FOSSE INTERESSATO AD INFORMAZIONI O A PRENOTARE GLI ULTIMI INVITI DISPONIBILI PUò CONTATTARE ANTONIO SALVONI (antoniosalvoni66@alice.it) ANCHE AL 3396669494.






 Per la terza stagione teatrale consecutiva riprende la Rassegna  del Teatro Amatoriale del Teatro Augusteo di Napoli. 


Idea di Francesco Caccavale, patron dell' Augusteo, la rassegna è un festival di teatro amatoriale curato con i criteri di quello professionale. Una scrematura iniziale ha portato alla selezione degli amatori che avranno a disposizione strutture, pubblicità e soprattutto spettatori dell' Augusteo.


Negli anni precedenti altre compagnie di Torre del Greco ci hanno preceduti: la compagnia Teatro Club e la compagnia Teatro dell'Arte, partecipanti alla seconda edizione e selezionate per l'assegnazione di menzioni speciali.


E quest'anno, per l'edizione 2011/2012, la compagnia MediaMusical è tra i partecipanti con lo spettacolo "Briganti".

Come si legge nel regolamento tratto dal sito del Teatro Augusteo, le compagnie partecipanti " proporranno il loro lavoro[...] ai membri di un giuria qualificata che valuterà se il team dovrà accontentarsi di continuare a “divertirsi a far teatro” o, al contrario, merita un riconoscimento ufficiale e una qualche seria possibilità di passare al professionismo. "



Passare le selezioni e rientrare tra i 15 partecipanti è già una grande opportunità ed un onore, se vogliamo tener conto del respiro nazionale della Rassegna e, soprattutto, se teniamo conto dei partecipanti e vincitori degli anni passati. (ed.2010 e  2010/2011)

Per non parlare della qualità professionale della giuria; ricordiamo solo alcuni nomi dei giurati degli anni passati: 
Bruno Garofalo (regista e scenografo), Albachiara Ammendola (imprenditrice di teatro),  Magda De Notariis (editore), Antonello de Rosa (attore), Orlando Forioso (regista),  Giovanni Mauriello (attore e cantante), Maria Grazia Nicotra (costumista e scenografa), Saverio Schettino (coreografo), Antonio Sinagra (musicista).



La serata assegnata alla compagnia è il 13 maggio presso il Teatro Politeama di Napoli, e precede di soli tre giorni la serata che, in collaborazione con l'Associazione "L'Emmanuele Onlus" si terrà il 16 maggio presso il Teatro Corallo di Torre del Greco.

Per informazioni e prenotazioni per entrambe le serate è possibile contattare il presidente di MediaMusical , il sig. Ciro Preite, presso la LuceArredo:

 via Nazionale 110 - Torre del Greco. 

tel. fisso 081-3625436, mail: lucearredo@libero.it.









giovedì 10 novembre 2011

Anche questo week end "simme tutte Briganti"...!

Teatro San Luigi Orione 12/13 novembre


I Briganti hanno vinto.
A teatro.
La prima e la seconda serata dello scorso week end sono state un successo.

Abbiamo affrontato un tema serio e, mai come questa volta, reale, ed il pubblico è stato recettivo ed intelligente come al solito.

Speriamo di essere stati lo spunto per una seria riflessione su quello che siamo stati e quello che saremo, e di piacervi ancora di più nel prossimo week end, in attesa di nuove date di cui vi aggiorneremo.



Nel frattempo vi consigliamo di visitare il sito "Briganti Fan Club" e la pagina FB "Briganti", per i quali ringraziamo Lorenzo Ceparano ed Arnaldo Portacelli, sostenitori ed amici dello spettacolo e della compagnia. Lì potrete dirci che ne pensate dello spettacolo, se lo avete visto, chi è stato il vostro preferito, e se non lo avete ancora visto troverete materiale utile, foto e recensioni per decidere di venirci a trovare a teatro o meno.

Vi lasciamo con uno stralcio dalle note di regia, tratte dal libretto di sala, scritte dalla nostra Angela Gelardi.
Vi aspettiamo a teatro!

"28 Settembre 1861: un gruppo di popolani, gente lavoratrice, dalla fede semplice, si appresta a vivere il "giorno di San Michele", a festeggiare l'indomani il loro Santo protettore, l'Arcangelo forte, il Guerriero di Dio in perenne lotta contro il male che opera nel mondo.
E' la sera della vigilia, c'è fermento, attesa per la processione del giorno successivo, quando qualcosa viene a sconvolgere il clima chiassoso di festa: al parroco del paese, Don Luigi, si avvicina trafelata Maria Avigliano. La donna disperata lo supplica di nascondere in chiesa il figlio Salvatore, che sta sfuggendo ai bersaglieri piemontesi, i quali hanno però già catturato il fratello Carmine.
Nel frattempo arriva anche Don Vincenzo, il sindaco liberale del paese, uomo vile ed abietto, che non ha esitato a chiedere l'intervento dei bersaglieri per togliere di mezzo "i cafoni", cioè coloro che, secondo lui, hanno avuto l'ardire di occupare le sue terre (quando queste spettavano loro di diritto) e con la ignobile giustificazione che si tratta di "briganti". [...] 
Sullo sfondo il massacro storico di Casalduni e Pontelandolfo del 14 agosto 1861, uno degli innumerevoli eccidi a danno dei meridionali che reclamavano la propria terra e che hanno sporcato di sangue e vergogna la tanto aspirata Unità d'Italia. Di Pontelandolfo e Casalduni non rimanga pietra su pietra" ordinava cialdino al Colonnello Negli prima del massacro. "Ieri mattina all'alba giustizia fu fatta contro Pontelandolfo e Casalduni. Essi bruciano ancora. telegrafava il Colonnello Negri a Cialdini , al termine del massacro.
Basti questo per non dimenticare, basti il rogo di quelle case e le centinaia di morti causate in questi piccolipaesi del beneventano per inorridire di fronte alle medaglie d'oro consegnate ai fautori di questo e di alrti riprovevoli stermini a danno di civili innocenti, per i quali stermini non può e non deve esistere giustificazione alcuna.
Orgogliosi di essere Italiani si, ma non a discapito della verità storica della strage di circa un milione di persone del Sud ad opera del piemonte durante il processo di Unificazione della nostra Nazione; una verità per troppo tempo nascosta o "ammorbidita", a volte giustificata. La stria non è solo quella fatta e raccontata dai vincitori, ma anche quella che ha preso forma sulla pelle dei vinti...".


Angela Gelardi.

mercoledì 19 ottobre 2011

Briganti...o forse no?

Teatro San Luigi Orione - 5/6 12/13 Novembre 2011


"brigante:
[bri-gàn-te]
s.m. (pl. m. -ti; f. → brigantessa, pl. -se)
1 Malvivente armato, generalm. membro di una banda, che usa violenza contro la persona o la proprietà: il Passatore fu un celebre b."



La definizione è stata presa per intero dal dizionario Italiano Hoepli, e non lascia spazio a dubbi o interpretazioni: i briganti sono dei malviventi, punto.

Mettiamola cosi:
voi siete un dipendente qualunque, avete la vostra scrivania, la vostra pausa caffè, ma non il posto auto; avete il vostro mutuo, qualche bolletta nel cassetto, dei figli da mandare a scuola, o forse da aiutare perché hanno appena messo su casa...fin qui, vita normale, di una persona normale.

Mettete che, domattina, un paese vicino al vostro decida che voglia migliorare la vostra condizione, voglia aiutarvi. "Benissimo", pensate voi.
Ma mettete anche che per "aiutarvi" vi mandino l'esercito al paese, vi diano il coprifuoco, vi mandino in galera mogli e figli se solo voi parlate male dei "salvatori" al bar con gli amici.
Mettete di perdere il diritto di parola ( ma perderlo davvero, non barzellettando sull'argomento come si fa spesso), di rischiare la fucilazione se solo uscite a comprare il latte, di vedere i vostri figli uccisi a fucilate sotto i vostri occhi perché il vostro vicino di casa ha fatto "la spiata" ed ha detto che sono briganti. Così, perché gli siete antipatico.

I vostri figli sono diventati briganti. Cioè malfattori. Magari solo perché non hanno salutato l'antipatico dell'appartamento di fronte, o gli hanno dato fastidio con lo stereo di pomeriggio.

Magari il paragone è esasperato.

Ma 150 anni fa eri tacciato di brigantaggio anche se solo sparlavi dei liberali del paese.
Eri un brigante anche se solo avevi un coltello da caccia in casa.
Eri un brigante anche se eri solamente antipatico alle persone sbagliate.

Certamente Giordano, Angelo Pica, Pace, Ciccone, se anche avessero voluto far sentire le loro ragioni avrebbero potuto scegliere vie meno violente ( nessuno dice che uccidere venti soldati sia cosa buona e giusta, anzi, i poveri soldati non c'entrano quasi mai nulla con le decisioni prese..).

Ma anche chi è entrato nelle nostre case con le baionette ai fucili, appiccando roghi, saccheggiando e distribuendo calci, pugni e fucilazioni non hanno di certo utilizzato metodi migliori.

E ricordiamo che la Legge Pica è stata emanata circa cinque anni dopo l'Unità, quindi è stata una misura presa dagli Italiani contro altri Italiani...come se domani Bossi vi mandasse l'esercito con fucili e bazooka sotto casa...

Non siamo contro nessuno, né rinneghiamo la nostra Patria.  Semplicemente, ci piace essere precisi, e dire le cose come van dette. 

MediaMusical vi aspetta al Teatro San Luigi Orione  di Ercolano nei giorni 5/6 12/13 Novembre per parlarvi di cose che forse non tutti sanno. E per poter iniziare ad essere insieme sì più Italiani, ma soprattutto più orgogliosi di essere Napoletani.


“Per liquidare i popoli si comincia con il privarli della memoria. Si distruggono i loro libri, la loro cultura, la loro storia. E qualcun altro scrive loro altri libri, li fornisce di un’altra cultura, inventa per loro un’altra storia. Dopo di che il popolo incomincia lentamente a dimenticare quello che è stato. E il mondo attorno a lui lo dimentica ancora più in fretta”  Milan Kundera

sabato 28 marzo 2009

Preparandoci al "Varietà" ...per non parlare di cose di cui non conosciamo il significato...

"varietà [varje'ta]

s.f.inv.
1 sf
la qualità di cose diverse tra loro o differenti solo in alcuni particolari aspetti
3 sf ogni singolo oggetto o individuo dotato di caratteristiche che lo differenzino da altri della stessa specie
5 sm
spettacolo teatrale di carattere leggero composto da numeri di vario genere
"





 Su Wikipedia, alla voce Varietà, si legge:"Il teatro di varietà, o teatro di arte varia, è un genere di spettacolo teatrale di carattere leggero nato alla fine del XIX secolo a Napoli come imitazione del Café-Chantant francese. [...] Il varietà affonda infatti le sue radici nello spettacolo popolare e nelle esecuzioni degli artisti circensi, di strada e dei cantanti. [...] scomparso dai teatri per confluire nell' avanspettacolo prima e nella rivista poi, conserva oggi nei varietà televisivi unicamente il nome."


Il Varietà ha dunque natali partenopei, essendo frutto di quella che a Napoli fu un naturale assorbimento e riadattamento della cultura Francese: Napoli è stata francese per due volte nella sua storia ( 1266/1442 e 1806/1816), e comunque per un periodo relativamente breve rispetto alla dominazione spagnola ( durata in tutto quasi quattrocento anni), ma l'influenza d'oltralpe è stata vasta e significativa.

Dilungarci in disquisizioni riguardo contaminazioni culturali e/o linguistiche sarebbe fuori contesto, e comunque necessiterebbe di un blog a parte!
Mi riferirò dunque a piccoli sprazzi e brevi esempi, tanto per non arrivare impreparata al confronto col copione di "Sognando il Varietà".

Sia da esempio, per il contesto teatrale, l'esperienza di Eduardo Scarpetta, che a partire dal 1880, ha riletto in chiave piccolo-borghese partenopea le Pochade francesi dell'epoca: ricordiamo, tra le tante,"Mademoiselle Nitouche" di Weilhac e Milland diventata " 'Na Santarella", e "La Boule" di Meilhac e Halévy diventata "'O Scarfalietto".

Le abitudini francesi sono quindi di moda nella Napoli dell'Ottocento, nel vestire, nel parlare e nella frequentazione di caffé culturali o meno, anche per gli strascichi Murattiani di inizio secolo.

La figura della Sciantosa ( da chanteuse = cantante in francese) ad esempio, nasce proprio in quel periodo, con l'affermarsi dello Spettacolo delle Varietà; solitamente si costruivano un passato ad hoc per rendere la loro presenza intrigante e maliziosa, parlavano con accenti stranieri ( francese, russo o spagnolo per lo più) per lasciar presupporre un esotismo che non apparteneva loro e millantavano storie d'amore con esponenti del jet-set (magari solo intravisti in platea).
 Tale figura resta radicata come carattere tipologico della napoletanità femminile, tanto da rientrare di diritto nello specchio di Napoli che fu il "Carosello Napoletano" di Giannini, interpretata da Sofia Loren.

 Gli spazi del Varietà erano sostanzialmente di tre tipi: i teatri di primo ordine, dove vi recitavano soltanto gli artisti di fama riconosciuta; i teatri di secondo o terzo ordine che potevano essere sale da caffè (caffè-concerto come il Gambrinus di Napoli) o teatri veri e propri ma molto popolari, ed infine tutti quei locali dove poteva essere allestito alla buona un palco.

L'ingresso era a pagamento e il successo di un artista lo decretava solo il pubblico in base al suo gradimento: come in una sorta di auditel rudimentale se l'artista veniva fischiato questo veniva "segnalato" su quella che poteva essere chiamata "fedina artistica" dell'artista con conseguente perdita di rispetto e prestigio.

Il varietà poi era molto differente a seconda della localizzazione geografica, proprio perché gli artisti attingevano molto alle proprie tradizioni, ma si strutturava per lo più in maniera simile:
lo spettacolo di Varietà raccoglieva più artisti, di varia abilità o bravura, ed i numeri presentati non avevano alcun legame tra loro, né tematico né concettuale.
Si passava dal mago indiano alla macchietta ( tra i tanti Nicola Maldacea inventore del genere, Ettore Petrolini e Nino Taranto ); dalla Sciantosa alle ballerine, più o meno attraenti e brave; dal fine dicitore al trasformista...

Mai insignito del titolo di Arte, a differenza delle altre tipologie teatrali, ebbe il suo riconoscimento quando nel 1913 Marinetti ne pubblicò il Manifesto, nel quale esaltava la novità di un tipo di teatro che rinnegava la verosimiglianza prediligendo al contrario la spettacolarità, il paradosso, l'azione e la praticità.

Per nulla tutelato dalle autorità, e vittima di ostracismo durante il periodo Fascista ( anche per il forzato ed imposto nazionalismo), il Varietà non muore, ma si modifica, si riorganizza in Rivista: soprattutto negli anni delle due guerre, il Teatro di Rivista rappresentava un modo per sognare, per distogliere il pensiero dalla crudeltà della guerra (come nel film "Polvere di stelle" con Monica Vitti ed Alberto Sordi), come quando le Soubrette si esibivano in spettacoli per le truppe inviate al fronte nella Grande Guerra ( si veda l' episodio di "Un giorno in pretura" con Silvana Pampanini).

Il Varietà-Rivista del secolo scorso è stato un ponte, un filo conduttore tra due secoli che si accavallavano e dovevano comunicare.
Il passaggio è stato brusco, poiché attraversato direttamente nel suo ventre dalle Guerre; e sebbene la ricostruzione architettonica, la questione degli alloggi, la democrazia del 1944-1948 siano di lunga pietre miliari molto più importanti, l' Italia è sempre fatta dagli italiani, e gli italiani ridevano con il Varietà prima, così come ora guardano Fiorello in televisione.

Il varietà non va visto come mero mezzo di divertimento, ma più che altro come traghetto culturale di tipologie, caratteri e caratteristiche dell'Italia a cavallo tra il Regno e la Repubblica.

Così come Eduardo faceva il verso a Ferdinando I di Borbone, Re lazzarone e dedito a condanne e tasse, ispirandosi a scritti e canzoni settecentesche scritte come arma di difesa, oggi vogliamo ridere del nostro tempo.

Rispolveriamo sciasse e gilet.
Riprendiamo piripisse e piume d'oca.
Ci infiliamo i nostri bustier, ci incipriamo bene il viso, e siamo in scena.

Preferiamo ridere. Anche per prendere tempo.
Ridere dei propri difetti, di un presente che è peggio del passato, non vuol dire prenderla meno seriamente.

"Chi chiagne fotte 'a chi ride", e chi fa il piccio, a Napoli, è di malaugurio...



Carmela Esposito

lunedì 2 marzo 2009

Domenica 1° Marzo: "La Patente" e "L'Uomo dal Fiore in Bocca"

Nonostante la generale diffidenza sollevata spesso dal solo nome di Pirandello in cartellone, che porta spesso ad una fuga del pubblico anche in itinere, la messa in scena di Domenica 1° Marzo ha riscosso un ottimo consenso.

Il pubblico di Torre Annunziata si è dimostrato ancora una volta partecipe e caloroso, capace di entrare sensibilmente nell'atmosfera dei testi e di rendere ancora più intensa l'empatia tra loro e gli attori.

Liborio Preite, protagonista di entrambe gli atti unici, ha reso tangibile e concreta la sensazione di estrema solitudine di due uomini: l'uno reso orfano di futuro dalla società stessa in cui è suo malgrado immerso; l'altro in continua fuga da un terremoto che ha già scosso le fondamenta della sua vita, e che lo attende ad ogni angolo di via, nonostante la ricerca convulsa di un appiglio, di un motivo per preferire la Morte (che continua a cercarlo) alla Vita futile che gli sfugge.



Liborio, insieme con gli attori Veronica Cataletti, Antonio Salvoni, Gianni D'Ambrosio e Gianni Ilardi, ne "La Patente" e con Pasquale Cirillo e la sempre elegante ed eterea Veronica Accardo, ne "L'uomo dal fiore in bocca", ci hanno regalato un attimo per noi.
Un attimo per pensare: per una volta l'atmosfera di un testo, delle parole, e di un paio d'ali di velo sono stati il mezzo per riflettere, e non un take away da prendere e portare a casa così com'é.Un mezzo per lo spettatore verso una riflessione attiva, e non una ricezione passiva della storia.

Perché ognuno di noi, uscito dalla sala si è trovato a dover esprimere un'opinione su quello che aveva visto. Perché con tante frittate voltate mille volte ma sempre uguali, ogni tanto fa bene un ovetto sbattuto alla nostra mente.
Perché anche le case ( perdio) di travi e pietra, certe volte non riescono a stare ferme al loro posto. Ed allora perché dovrebbero star fermi i nostri pensieri e le nostre emozioni di fronte a Pirandello?
Solo per un pregiudizio scolastico che vuole Pirandello noioso e troppo difficile da capire?

Finora, il pubblico ha sempre smentito la critica da liceali, a dimostrazione, che è meglio giudicare con la propria testa, e non con i luoghi comuni....


















Carmela Esposito


sabato 29 novembre 2008

"Pescatori", tappa a Latina: cronaca di una scenografa


Grazie all'Associazione Latina Cuore (associazione di volontariato presente da molti anni sul territorio, che si occupa di prevenzione di malattie cardiovascolari), la compagnia ha avuto l'occasione di esibirsi al Teatro Grande D'Annunzio di Latina lo scorso 28 Novembre.





Struttura nuovissima, nata come Caserma della Gioventù Italiana del Littorio, l'edificio fu realizzato nel 1942. Agli inizi degli anni '80 fu compiuto un restauro conservativo, realizzando la parte incompiuta e salvando il corpo di facciata originale con la sua loggia al primo piano.
Il Teatro si presenta come una struttura ottimamente attrezzata, con sei piani di torre scenica, due piani di camerini e foyer in stile Ventennio.

Il grande palcoscenico ha avvolto la scenografia, rendendola simile ad una prospettiva luminosa ritagliata in un cartoncino nero, come una nostalgica fotografia con il bordo frastagliato, cornice di un'immagine che ha cambiato i vestiti, le acconciature, ma non il suo contenuto.
La fase di scarico e montaggio delle scene ha avuto solo delle piccole difficoltà iniziali, legate all'abbondante pioggia che ci ha dato il benvenuto a Latina, e che ci ha reso un po' più complicato districarci tra i "cardi e decumani" della città...!


Grazie alla collaborazione di tutto il gruppo tecnico della compagnia, e del prezioso Graziano, tutta la scenografia è stata montata ed adattata ai grandi spazi che ci si presentavano, in completa sincronia con le teorie più antiche del teatro, per cui " [...]come nella migliore tradizione del teatro, si lavorò anche nel giorno del debutto [...] ancora fino a qualche ora precedente all'andata in scena! [...]" ( Bruno Garofalo, "Tavola tavola, chiodo chiodo")


Lo spettacolo ha raccolto parecchi consensi: nonostante le differenze di vernacolo rendessero spesso ostiche alcune battute dal sapore tipicamente campano, il pubblico filo-romano ha mostrato un calore ed una partecipazione che ci ha messo subito a nostro agio anche se "giocavamo fuori casa".
Inoltre, l'accoglienza dell'Associazione è stata, per l'intera compagnia, ineccepibile, e nonostante il viaggio un po' umido vista la pioggia che lo ha accompagnato, è stata documentata da tutti come un'esperienza da ricordare.

Da segnalare infine le caratteristiche che da sempre, sin dalla sua fondazione un po' turbolenta, hanno contraddistinto la compagnia: spirito di unione e collaborazione, dimostrato in questo caso con una catena di (s)montaggio organizzatasi quasi naturalmente a fine spettacolo, che ci ha permesso di smontare ancora una volta la quarta dimensione del teatro in meno di un'ora...!

 Ringraziamo come sempre chi ci accompagna "fisicamente" ( Lina, Rosanna, Zia Carmela,...), e col pensiero ed il cuore (Lino Bello, ci sei mancato in questa esperienza!)

Carmela Esposito







L'appuntamento, programmato precedentemente per il mese di settembre, è slittato a causa del lutto che ha colpito l'Associazione,e di riflesso la Compagnia: la morte di Arnaldo Mazzuca.
La Compagnia tutta, ed in particolare il fraterno amico Pasquale Cirillo, lo ricordano affettuosamente, e dedicano a lui il successo della serata.














Prossimi appuntamenti con la compagnia e "Pescatori":
8/9 dicembre
Teatro Corallo, Torre del Greco

lunedì 20 ottobre 2008

"Pescatori", di Raffaele Viviani

foto e post-produzione
Salvatore Sannino
Si è chiusa ieri, domenica 19 ottobre, la prima tornata di cinque serate del testo di Viviani "Pescatori", portato in scena dalla Compagnia al teatro S.Luigi Orione di Ercolano.

Da sempre abile ed attento disegnatore della realtà, si arrivò a definire Viviani "[...] diffamatore di Napoli, per l'eccessivo realismo con cui gli ambienti napoletani venivano raffigurati [...]" ( "Il Mattino di Napoli", 1927, articolo per la prima de "La Festa di Montevergine").


Ed in "Pescatori" il sincero realismo di Vivani si sviluppa tra canzoni e mare, tra l'odore acre della salsedine, delle reti ancora umide e una realtà familiare, tanto normale nei suoi contrasti quanto scioccante nei suoi segreti. Riportiamo dalle note di regia, di Angela Gelardi: "[...] In quest'opera teatrale tutto esprime il forte e pregnante legame con questo elemento vitale (il mare): i pescatori, la baracca, le barche, gli strumenti della pesca, sono simboli di un percorso millenario dalle radici profondissime".

La scelta del regista Liborio Preite è stata dunque quella di contestualizzare l'opera in una scenografia rubata al mare, risultante di un assemblaggio di legni apparentemente marciti dall'acqua salata, di reti troppo stanche per pescare ancora, e di piccole conchiglie, molluschi e pezzi di mare che attecchiscono sulla staticità di una vita che si ripete uguale da secoli.

A sottolineare i sentimenti salienti della storia sono le musiche di Nino D'Angelo, arrangiate da Sasa' Piedepalumbo, e le delicate, espressive e spesso commoventi coreografie di Veronica Accardo.

La Storia

La storia si svolge su di uno stralcio di spiaggia, a Margellina, un lungomare che nel 1924 era frastornato da colmate e cantieri, che avrebbero acmbiato oltre che la linea di costa, anche lo spirito che aveva da sempre impregnato pietre e persone di Santa Lucia e Margellina.


Ai margini del lungomare, una piccola baracca in decadenza e un pezzetto di spiaggia accolgono le vite di Cicciariello (Liborio Preite) e Catarina (Carmela Esposito), fratelli orfani di padre, la cui madre , 'A Sie Cuncetta (Maria Accardo), ha sposato in seconde nozze Cumpa' Dummineco (Antonio Salvoni), non proprio uno stinco di santo.


 A tenere l'equilibrio precario tra patrigno e figliastri non è la madre, bensì il bisnonno Zi' Austino, detto Cient'anne (Peppe Crispino), ultimo anello di collegamento tra il prima e il dopo, tra il sereno e la tragedia che è già nell'aria.


"La verità legata al rapporto ' sporco' che Cumpa' Dummineco instaura cn la figliastra Catarina sarà palese solo per Cicciariello [...]: la madre dei due giovani infatti, è all'oscuro di tutto, o forse preferisce solo credere che il marito ami Catarina come se fosse sua figlia."
E la stessa Catarina vivrà sul filo di lana, in un'incomunicabilità dettata dall'onore e dalla vergogna, fino a quando i fatti avranno raggiunto una consistenza per lei troppo pesante da sopportare in silenzio.
Il resto dei pescatori, con le loro mogli, le figlie e lo stesso Cient'anne, assistono alle incresciose situazioni che si vengono a creare tra il loro padrone ed il figliastro, inconsapevoli del dramma che si nasconde dietro e che porterà ad un tragico epilogo.


"Il legame che tiene unite, avviluppate tra di loro le vite di questi pescatori [...], è espresso da un elemento distintivo del lavoro di un uomo di mare; tale elemento domina la scena- essenziale peraltro nella sua struttura- ed i corpi dei personaggi: la rete.
Reti aggrovigliate, reti gonfie di speranze, reti spezzate, reti colme di gioia, reti tristi: metafora di vite intricate che si intersecano, dipendenti tra di loro".

Angela Gelardi
Carmela Esposito


(foto di scena Salvatore Sannino, Mariagrazia Esposito)

Prossimi appuntamenti con la compagnia MediaMusical e "Pescatori":

Latina
, Teatro Grande D'Annunzio, 28 novembre
Torre Annunziata, Teatro Politeama, 23 novembre

sabato 18 ottobre 2008

Cos'è MediaMusical? (aggiornato nell'Ottobre 2012)

MediaMusical è una compagnia teatrale, fondata da Liborio Preite e Ciro Preite nel 2005, e nasce come compagnia dedita prevalentemente alla rappresentazione di musical, forte dell'esperienza del suo regista e mentore Liborio Preite che annovera tra i suoi trascorsi artistici una lunga collaborazione con il gruppo Media Aetas ed il maestro Roberto De Simone, oltre che con Vito Mercurio.
Nel maggio 2005 va in scena con “Culincennere” al Teatro Corallo di Torre del Greco , replicato poi a Pomigliano D'Arco; uno spettacolo dagli accenti meridionali e popolari, quasi fiabeschi, che analizza la figura femminile nei suoi vari aspetti.
Nel febbraio 2007 è la volta di una commedia molto popolare di Gaetano e Olimpia Di Maio: “Arezzo 29 in 3 minuti”, messa in scena al Teatro San Luigi Orione, riadattando leggermente il testo con una lettura profonda delle miserie umane, delle ingiustizie e dell'amoralità che spesso pervade la società di tutti i tempi.
Grande successo e ben tredici repliche de “L'Ultimo Scugnizzo”, di Raffaele Viviani, commedia brillante dagli accenti drammatici. La commedia è stata in scena a partire dal'ottobre 2007 al Teatro San Luigi Orione di Ercolano, per proseguire nel 2008 al teatro Tenda di Ottaviano, al Teatro Corallo di Torre del Greco per la Pro Loco ed all'interno della rassegna teatrale Giovanni Pernice, e per finire al Teatro Politeama di Torre Annunziata, sia in mattinate per le scuole che all'internio della rassegna teatrale della città, sia in normali serate e pomeridiane.
Nel febbraio-marzo 2008, la compagnia si esibisce al Teatro Studio 4 e nel Teatro Casa del Fanciullo in un due lavori di Pirandello: “La patente” e “L'uomo dal fiore in bocca", replicati poi successivamente presso il Teatro Politeama di Torre Annunziata.
E' seguito il successo di “Pescatori” di Raffaele Viviani, che, come per “L'Ultimo scugnizzo”, ha collezionato un ampio numer di repliche lungo tutta la stagione teatrale 2008/2009, chiudendo al Teatro D'Annunzio di Latina nel novembre 2008, per un evento organizzato dall'Associazione Latina Cuore.
Nel Maggio 2009 la compagnia presenta un testo originale, “Sognando il varietà”, un ricordo musicale che, tra balletti classici, canzone napoletana e piccoli sketch tratti dall'humus della commedia dell'arte e dai predecessori storici del varietà teatrale (quali Nino Taranto, i fratelli Maggio...), attraversa la nostalgia per una tipologia ed una qualità di spettacolo ormai in dismissione.
Non passa molto tempo prima che la compagnia si ripresento al pubblico con un altro lavoro: è il turno di “Liolà” di Luigi Pirandello, riadattato in dialetto napoletano da Pasquale Cirillo. E' con “liolà” che MediaMusical inizia a partecipare a vari concorsi, raccogliendo, tra gli altri, successi come i riconoscimenti F.I.T.A. per la stagione teatrale 2009/2010 ( Miglior attore protagonista: Liborio Preite; Miglior regia: Liborio Preite; Miglior spettacolo e compagnia per la regione Campania: "Liolà" per la compagnia MediaMusical)
Nel novembre 2011 inizia la messa in scena di “Briganti!”, testo tratto da “'O juorno 'e San Michele” di Elvio Porta e riadattato da Pasquale Cirillo, al Teatro San Luigi Orione di Ercolano; un'operazione in linea con l'anniversario dell'unità d'Italia e con la volontà del regista Liborio Preite e il Preisdente Ciro Preite di ricordare come il Risorgimento abbia avuto due facce, di cui una non raccontata abbastanza nei libri di storia. Lo spettacolo resta in scena fino al maggio 2012, replicando al Teatro Tasso di Sorrento, al Teatro Corallo di Torre del Greco ed al Politeama di Napoli, quest'ultima in occasione del Premio Teatro Amatoriale del teatro Augusteo di Napoli. Al pari di “Liolà”, “Briganti!” raccoglie premi e riconoscimenti, tra gli altri: al Premio Teatro Amatoriale del Teatro Augusteo di Napoli ottiene menzioni speciali a Liborio Preite, attore protagonista nel ruolo di Don Luigi, a Maria Accardo, ad Antonio Salvoni nel ruolo del sindaco Don Vincenzo, a tutti gli attori e una menzione speciale ai cantanti Angelo Scarpati, Carmela Esposito, Decio Delle Chiaie, Rita Di Somma; Primo premio come Migliore Spettacolo della rassegna; al premio F.I.T.A. Campania Felix il premio come Miglior Autore a Pino Brancaccio, come Migliore Regia a Liborio Preite, e come Migliore Compagnia alla MediaMusical, oltre alle nomination come Migliore Attrice a Maria Accardo e come Miglior Attore a Liborio Preite.
Grazie ad un progetto per la Terza Età, stilato da Ciro Preite e finanziato dal Comune di Torre del Greco, per due stagioni il Teatro sant'Anna ha offerto tre serate di spettacolo al mese agli ultra-sessantacinquenni, aprendosi così alle attività per il sociale.
La Compagnia MediaMusical diretta da Liborio Preite e Ciro Preite con l’apporto del maestro Pino Brancaccio e la Sig.ra De Marco Marcella, per il terzo anno consecutivo mette in scena al Teatro Sant’Anna, Gestito da Ciro Preite, un cartellone che garantisce la presentazione di uno spettacolo Mensile per Otto mesi di fila, tutto organizzato all’interno della compagnia dalle scene ai copioni e così via.
Con la stagione teatrale 2012-2013 MediaMusical in collaborazione con il Teatro Sant’Anna centra un obbiettivo molto importante dal punto di vista sociale, con la messa in scena di “C’era una volta Pinocchio” diretto da Ermina Sannino, apre le porte ai giovani, il che rende completo l’intento che si sono dati Liborio Preite e Ciro Preite, dare obbiettivi sani ai giovani, avvicinarli ad un mondo sano,come quello del Teatro.
Su questa scia è nata la scuola di recitazione, atta a creare spazi ed occasioni di espressione per i giovani, che per il primo anno si è avvalsa della Presidenza Onoraria dell'attore Premio David di Donatello Ernesto Mahieux, e gestita da Preite Ciro, diretta dal Maestro Pino Brancaccio e Liborio Preite. Quets'anno si aggiungono al programma le lezioni di chitarra del Maestro Aniello Pernice.
Durante la sua attività, MediaMusical ha affrontato spesso serate a scopi benefici, ed ha offerto spesso le sue prestazioni ad associazioni come L'Emmanuele Onlus, Latina Cuore, l'AIMA (Associazione Italiana Malati di Alzheimer), ed altre ancora.

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